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Prima lettura del matrimonio: i 5 testi biblici più belli

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Il matrimonio è un sacramento che unisce due persone in un legame indissolubile di amore e fedeltà. La celebrazione del matrimonio nella Chiesa cattolica prevede la partecipazione attiva degli sposi, che scelgono i testi biblici da proclamare durante la liturgia. Tra questi, la prima lettura è quella che introduce il tema della Parola di Dio e che offre una riflessione sul significato del matrimonio stesso.

In questo articolo, vi proponiamo i 5 testi biblici più belli da scegliere come prima lettura del matrimonio, spiegandone il contenuto e il messaggio.

1. Dio creò l’uomo a sua immagine: maschio e femmina li creò (Genesi 1,26-28.31a)

Questo brano è tratto dal primo racconto della creazione, in cui Dio crea l’uomo a sua immagine e somiglianza, conferendogli la dignità di figlio e di collaboratore. L’uomo non è solo, ma è maschio e femmina, due esseri diversi ma uguali in dignità e in vocazione. Dio li benedice e li invita a essere fecondi e a dominare sulla terra con saggezza e responsabilità. Questa lettura esprime la bellezza e la grandezza del matrimonio come dono di Dio, come comunione di persone create a sua immagine e come partecipazione alla sua opera creatrice.

2. Non è bene che l’uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile (Genesi 2,18-24)

Questo brano è tratto dal secondo racconto della creazione, in cui Dio forma l’uomo dalla polvere della terra e gli dà il respiro della vita. L’uomo vive nel giardino dell’Eden, ma si sente solo tra gli animali. Dio allora decide di fargli un aiuto che gli sia simile, una compagna che possa condividere la sua vita. Dio fa cadere l’uomo in un sonno profondo e gli toglie una costola, dalla quale forma la donna.

L’uomo riconosce nella donna la sua compagna ideale e la chiama “ossa dalle mie ossa, carne dalla mia carne”. Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. Questa lettura esprime il valore del matrimonio come alleanza di amore tra l’uomo e la donna, come incontro di due diversità che si completano, come unione intima e indissolubile.

3. La carità non avrà mai fine (1 Corinzi 13,1-13)

Questo brano è tratto dalla prima lettera di san Paolo ai Corinzi, in cui l’apostolo esorta i cristiani a vivere secondo lo spirito dei carismi, cioè dei doni dello Spirito Santo. Tra questi doni, il più grande è la carità, cioè l’amore che viene da Dio e che ci fa amare Dio e il prossimo. Nella Lettera ai Corinzi, Paolo delinea le qualità essenziali della carità cristiana. Egli spiega che la carità è magnanima e comprensiva: ha la virtù della pazienza, perché sopporta senza lamentarsi le difficoltà e le sofferenze. È benigna, perché è sempre incline a fare il bene. Non è invidiosa del successo e dei doni altrui, ma prova sincera gioia per il bene del prossimo.

La carità non si adira facilmente, ma è placida e padrona di sé. Non serba rancore per il male subito, ma è incline a perdonare tutto e tutti. Non gode di fronte alle ingiustizie e alle sventure altrui, ma prova un dolore sincero. Si compiace invece della verità, della giustizia, del bene.

4. Questo mistero è grande; lo dico in riferimento a Cristo e alla Chiesa (Efesini 5,25-32)

Questo brano è tratto dalla lettera di san Paolo agli Efesini, in cui l’apostolo spiega il mistero della Chiesa come corpo di Cristo e sposa di Cristo. Paolo applica questo mistero al rapporto tra marito e moglie, invitando i mariti ad amare le mogli come Cristo ha amato la Chiesa e ha dato se stesso per lei, per renderla santa, purificandola per mezzo del lavacro dell’acqua accompagnato dalla parola.

5. Forte come la morte è l’amore (Cantico dei Cantici 8,6-7)

Questo brano è tratto dal Cantico dei Cantici, un libro poetico che celebra l’amore tra due sposi. Il libro è composto da una serie di dialoghi tra la sposa e lo sposo, in cui si esprimono il loro desiderio, la loro gioia, la loro fedeltà. In questo intenso passo, tratto dalle ultime battute del Cantico dei Cantici, la sposa si rivolge all’amato implorandolo di imprimere il sigillo del suo amore sul suo cuore e sul suo corpo. Ella paragona la forza travolgente della passione condotta all’estremo a quella della morte e degli inferi. L’amore che li unisce è come una vampa ardente, una fiamma alimentata dal soffio divino.

Nulla potrà mai spegnere il loro sentimento, né le acque torrenziali della quotidianità, né i flutti tumultuosi delle difficoltà. L’intensità del legame tra gli amanti resiste a ogni prova e si eleva oltre i limiti terreni, tanto da assumere una dimensione spirituale. La richiesta della sposa di sigillare il reciproco amore su cuore e corpo è il desiderio che esso sia inciso in modo indelebile nell’essenza stessa dei due amanti, illuminandone l’anima e plasmandone i sensi.

In questi versi finali, di profonda emozione mistica, emerge tutta la potenza del Cantico, celebrate come eterno inno d’amore tra l’anima e Dio.

Questa lettura esprime l’intensità del matrimonio come esperienza di amore umano e divino, come passione ardente e inestinguibile, come fedeltà indistruttibile.

Il matrimonio: un dono e una vocazione

Le letture che abbiamo proposto sono solo alcuni esempi tra i tanti possibili testi biblici da scegliere come prima lettura del matrimonio. Ogni coppia può trovare il brano che più le parla al cuore e che meglio rispecchia la sua storia e il suo progetto di vita. L’importante è che la scelta sia fatta con cura e con spirito di preghiera, perché la Parola di Dio non è solo un testo da leggere o da ascoltare, ma è una parola viva e attiva, che illumina, trasforma e santifica.

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