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Fomo estiva: perché le vacanze degli altri ci fanno sentire sbagliate

Bel paesaggio e donna che indica cartello

La fomo estiva colpisce quasi sempre nei mesi caldi, quando accendi il telefono e vieni sommersa da foto di spiagge caraibiche, aperitivi al tramonto e tavolate allegre. In quel preciso istante, mentre magari ti trovi a casa con il ventilatore acceso, accusi stanchezza mentale o stai uscendo da un turno di lavoro faticoso, si accende una lampadina fastidiosa nella testa. Cominci a pensare che tutti si stiano divertendo tranne te, che la tua vita sia incredibilmente monotona e che ti stia perdendo le esperienze migliori dell’anno. Questa sensazione di ansia e di esclusione sociale ha un nome preciso, ma soprattutto ha delle radici profonde che non dipendono affatto da una tua reale mancanza.

Il miraggio dello schermo e la trappola dei paragoni

Quando scorri le bacheche dei social network tendi a dimenticare un dettaglio fondamentale, ovvero che stai guardando una selezione accurata e totalmente filtrata della realtà. Nessuno pubblica una fotografia mentre litiga per il parcheggio sotto il sole cocente, mentre si scotta la pelle per la distrazione o mentre fa i conti con il portafoglio per capire se può permettersi un secondo gelato sul lungomare.

Quello che arriva ai tuoi occhi è solo il momento perfetto di una giornata probabilmente normalissima e colma di piccoli imprevisti quotidiani. Eppure il cervello reagisce a quegli stimoli visivi attivando un meccanismo di confronto immediato che ti fa sentire inferiore, amplificando quel senso di solitudine che appartiene alla vita moderna ma che l’estate sembra esasperare a dismisura, quasi fosse un obbligo di legge essere felici a favore di telecamera.

Perché i mesi caldi amplificano le nostre insicurezze

Esiste una vera e propria pressione sociale legata alla bella stagione che affonda le radici nella nostra cultura. Fin da bambine veniamo abituate all’idea che l’estate debba essere per forza il periodo della spensieratezza, delle grandi avventure, degli amori travolgenti e della felicità a tutti i costi. Quando la tua quotidianità non rispecchia questo standard ideale e magari ti ritrovi a gestire le solite commissioni o le fatiche di sempre, scatta un senso di colpa automatico.

Le barriere emotive si abbassano anche a causa della stanchezza accumulata durante l’inverno, rendendoti molto più vulnerabile ai successi, veri o presunti, che gli altri sbandierano continuamente online. Ti ritrovi così a subire una narrazione collettiva che mette al bando la normalità, il riposo silenzioso e la sana vecchia noia trascorsa tra le mura domestiche.

Disconnettersi per ritrovare il valore della propria realtà

Per uscire da questo circolo vizioso non serve fare i bagagli di corsa e indebitarsi per partire verso una destinazione esotica che non puoi permetterti, ma basta semplicemente cambiare prospettiva e riappropriarsi del proprio spazio vitale. Una buona abitudine consiste nel limitare l’uso dello smartphone nelle ore serali, quelle in cui la stanchezza della giornata rema contro di te e ti rende più incline alla malinconia e alla nostalgia.

Prova a concentrarti su ciò che hai a disposizione nel tuo presente, valorizzando le piccole cose che ti fanno stare bene davvero, come una lettura piacevole sul balcone, una passeggiata al fresco della sera o una telefonata profonda con una persona che ti vuole bene sul serio e che non ha bisogno di apparire perfetta.

Costruire un benessere che non ha bisogno di approvazione

La felicità autentica non ha bisogno di un filtro fotografico per esistere e non deve essere misurata in base al numero di mi piace che ricevi da persone di cui spesso non ti importa nulla nella vita reale. Imparare a godersi le proprie giornate, a prescindere dal luogo geografico in cui ci si trova, significa fare un enorme atto di gentilezza e di rispetto verso se stesse.

Le vacanze non sono affatto una gara a chi colleziona più timbri sul passaporto o più visualizzazioni nei video, ma rappresentano un momento di stacco necessario per ricaricare le energie mentali e fisiche, ognuna secondo le proprie reali possibilità e necessità personali, senza dover dimostrare niente a nessuno.

Ora che hai capito che quella sensazione di ansia non è reale, spegni lo schermo e impara a riconoscere la fomo estiva per riprenderti la tua estate ideale senza guardare lo schermo di nessun altro.

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