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FdI contro Report: “Report ha montato ad arte le inchieste su La Russa e Meloni”

FdI contro Report: “Report ha montato ad arte le inchieste su La Russa e Meloni”

Fratelli d’Italia è in guerra con Report. Il partito della leader Giorgia Meloni ha presentato un’interrogazione in commissione di Vigilanza Rai per chiedere l’intervento immediato della presidente Marinella Soldi e dell’amministratore delegato Roberto Sergio.

Il motivo? Secondo FdI, il programma di Rai 3 avrebbe mandato in onda due inchieste “montate ad arte” per danneggiare il partito. La prima, andata in onda l’8 ottobre, si concentrava sul presidente del Senato Ignazio La Russa e sulla sua presunta vicinanza a Cosa nostra. La seconda, andata in onda il 14 gennaio, riguardava il padre di Giorgia Meloni, Franco Meloni, e un presunto legame con la camorra.

Per FdI, le inchieste di Report sono “non veritiere” e “manipolatorie”. Il partito contesta in particolare l’utilizzo di testimonianze ritenute inattendibili.

Nel servizio su La Russa, ad esempio, viene intervistato l’ex colonnello dei carabinieri Michele Riccio, che racconta di aver saputo da un suo informatore mafioso che Cosa nostra, nel 1994, avrebbe dato indicazione di votare per Forza Italia e per Antonino e Vincenzo La Russa. Secondo FdI, però, Riccio è stato giudicato inattendibile dalla magistratura nel processo sulla “Trattativa Stato-Mafia”.

Nel servizio su Franco Meloni, invece, viene intervistato il pentito di camorra Nunzio Perrella, che rivela un presunto incontro tra il padre della leader di FdI e il boss camorrista Michele Senese. Anche in questo caso, secondo FdI, la testimonianza di Perrella è da ritenersi non attendibile, in quanto è stata ritenuta tale da due magistrati, l’ex Procuratore nazionale antimafia di Bologna Roberto Pennisi e l’ex Procuratore capo di Brescia Sandro Raimondi.

FdI chiede ora a Report di rettificare le inchieste e a Rai di prendere provvedimenti disciplinari nei confronti di Ranucci e della sua redazione.

I toni della polemica sono molto accesi. FdI accusa Report di “aver superato ogni limite” e di “avere messo in atto una vera e propria campagna di odio” contro il partito. Report, dal canto suo, respinge le accuse e sostiene di aver svolto un lavoro giornalistico serio e rigoroso.