Giochi anni 80/90

Chiunque sia nato tra gli anni ’80 e ’90 non potrà fare a meno di ricordarli con nostalgico affetto. Erano gli anni in cui le case di produzione di giocattoli hanno creato vere e proprie icone, che oggi definiremmo quasi pop.

Alcuni di quei giochi erano presenti nella maggior parte delle case e spesso finivano per essere al centro dei pomeriggi passati con gli amichetti di scuola. Però, all’alba del nuovo secolo sono cambiati gli interessi e i gusti dei bambini e quei giochi che ricordiamo come meravigliosi sono usciti di produzione sparendo dalla circolazione.

Sono stati inscatolati e oggi, probabilmente, giacciono nei garage di nonni e genitori, conservando ricordi che abbiamo ormai sepolto da anni.
Altri, invece, hanno saputo adattarsi ai mutamenti generazionali sopravvivendo e continuando a mantenersi una fetta di mercato, come nel caso delle iconiche Barbie.

Facciamo un tutto nel passato, ricordando quei bei tempi andati, e scopriamo assieme i 10 giochi anni ’80 e ’90 che sono ormai spariti!

Crystal ball

Le Crystal ball erano un vero e proprio must per quasi chiunque. Erano piccoli tubetti contenenti un misterioso composto che andava posizionato sulla cannuccia in dotazione nella confezione per creare dei palloncini colorati. I bambini più bravi riuscivano a creare forme particolari unendo diversi palloncini. Senz’altro chiunque le abbia possedute ricorderà l’acre odore che sprigionavano, che è stata anche la ragione per cui furono ritarate dal mercato.

Crystal ball
Fotogramma canale Youtube Tutto Spot 80, CRYSTAL BALL – Spot Anni 80 VS Spot Anni 90 (1987-1996)

Dolce forno Harbert

Il Dolce forno prodotto dalla Harbert ha probabilmente contribuito a dar vita a numerosi cuochi, oltre che aver fatto abbandonare per sempre le cucine ad altrettanti bambini. Una struttura in plastica abbastanza resistente che permetteva, grazie a due lampade, di cucinare realmente dei piccoli dolcetti, con un vago e persistente retrogusto plasticoso in sottofondo. Veniva venduto con un piccolo ricettario e con tutti gli utensili utili. Fu ritirato per (ovvie) ragioni di sicurezza e probabilmente i nostri genitori ricorderanno ancora i consumi in bolletta.

Dolce forno
Fotogramma canale Youtube GIOCHI & DINTORNI, Dolce Forno Harbert 1980

Polly pocket

Sintesi perfetta del “più piccolo e tascabile possibile” che permeava la maggior parte dei giochi in quegli anni, le Polly pocket erano il sogno di molte bambine. Altro non erano che miniature tascabili di case per bambole, con annesse bamboline minuscole da far muovere all’interno. Ne esistevano tantissime, con diverse forme (libri, cuori, semplici forme geometriche e spaccati con tanto di giardino) e arredamenti. Ricordo anche vagamente una versione piccolissima con un cordino per portarle come una collana.

Polly pocket
Fotogramma canale Youtube Yay!Miniature!, My Vintage Polly Pocket Collection:8 Baby Sitter Collection 100% Complete

La fabbrica dei mostri

Della Fabbrica dei mostri ricorderemo quasi tutti lo spot pubblicitario. Tramite un misterioso composto chimico venduto in tubetti con diversi colori si potevano creare dei veri e propri mostriciattoli da collezionare e scambiare con gli amici. Questi venivano letteralmente cotti all’interno del fornetto in dotazione, solidificandosi. Ne esisteva anche una versione al femminile che permetteva di creare piccoli gadget o portachiavi. Almeno, a differenza del Dolce forno, con questo nessun genitore si sentiva costretto a nascondere la paura di dover mangiare qualcosa cotto in maniera misteriosa!

La fabbrica dei mostri
Fotogramma canale Youtube La soffitta di Laa Laa e Po, La fabbrica dei mostri – gig- anni 90

Push pop

Il Push pop era un iconico lecca-lecca, divenne un vero e proprio must degli anni non perché era particolarmente buono ma quasi esclusivamente grazie al suo packaging. I bastoncini di zucchero aromatizzati venivano, infatti, vendute in tubetti, con un buco sul fondo in modo che ci si potesse inserire il dito dentro. Ricordavano anche vagamente dei rossetti, cosa che gli garantì l’ammirazione di quasi tutte le bambine in quegli anni.

Push pop
Fotogramma canale Youtube Susana1985BCN, Anuncio Golosina Push Pop 1994

Tamagotchi

Era uno dei primissimi giochi elettronici commercializzati. Lo scopo del Tamagotchi era prendersi cura di un piccolo essere, dall’apertura dell’uovo fino alla sua dipartita. Bisognava nutrirlo, farlo giocare, lavarlo e addirittura curarlo quando si ammalava, affinché diventassimo suoi amici. Di dimensioni estremamente ridotte, si controllava ogni azione grazie a tre pulsanti. Era molto più impegnativo di quanto si potesse credere, bisognava porre attenzione anche alla sua felicità, al peso e al comportamento, sgridandolo di tanto in tanto. Recentemente è stato riproposto sul mercato, ma con scarsissimo successo.

Tamagotchi
Fotogramma canale Youtube Retro Dodo, Unboxing Original 1997 Tamagotchi

Aquaplay

Esisteva in mille versioni differenti, con diversi obbiettivi. Lo scopo dell’Aquaplay era quello di mettere al posto giusto diversi oggettini immersi in acqua, tramite la pressione di un pulsante che “sparava” in alto gli oggettini. Era fondamentalmente tutto basato sulla fortuna ed è stato probabilmente uno dei pochi giochi in grado di farci innervosire, ma anche divertire per ore e ore. Ogni volta che uno o due cerchiolini andavano al loro posto, al lancio successivo uscivano di nuovo dovendoci far ricominciare tutto dall’inizio.

Aquaplay
Fotogramma canale Youtube Giba San, Aquaplay da Estrela Coleção 1978 a 1993

Big Jim

Per moltissimi Big Jim è il solo ed inimitabile fidanzatino di Barbie. Assolutamente da non confondere con Ken, che l’ha soppiantato nel corso degli anni ’90 facendolo uscire di produzione. Era pensato principalmente per un pubblico maschile e rappresentava l’uomo muscoloso, che praticava differenti sport (c’era la versione karateka, quella pugile, ma anche quella dotata di spada). Aveva anche un piccolo pulsantino che gli faceva alzare automaticamente un braccio alla pressione.

Big Jim
Fotogramma canale Youtube Federica Leva, Collezione Big Jim di Yro167

Lavagna magica

La Lavagna magica è un giocattolo che è sopravvissuto alla prova del tempo, avendo ancora versioni acquistabili oggi, solo che si è drasticamente modificato con gli anni. Oggi presenta una piccola penna annessa, che permette di disegnare. Ma, diciamocelo, la versione originare era tutta un’altra cosa. Infatti, negli anni ’90 per disegnare bisognava usare due piccole manopoline poste sotto lo schermo, che rendevano tutto estremamente più complicato. Inoltre, per cancellare la nostra opera d’arte bisognava agitare tutto il giocattolo, che era anche la parte più divertente!

Lavagna magica
Fotogramma canale Youtube happy.little.etch, Bob Ross on Etch-a-Sketch

Maglieria magica di Barbie

Questo utensile che era inizialmente prodotto da Mattel, ma venne poi targato Barbie e venduto assieme ad una bambola, ha incantato numerose bambine, attirate dal suo misterioso funzionamento. La maglieria magica era stata pensata per permettere di creare abitini per le Barbie. Bastava inserire un filo di qualsiasi tessuto all’interno, girare una leva e restituiva un sottile tubino. Il suo funzionamento è ancora un mistero, e spesso i vestitini si rompevano dopo poco tempo, ma incredibilmente qualcuno riuscì a creare anche vestiti veri per i propri figli. 

Maglieria magica
Fotogramma canale Youtube GIOCHI & DINTORNI, Maglieria Magica Mattel 1974

Immagine sopra:
sinistra fotogramma canale Youtube Tutto Spot 80, CRYSTAL BALL – Spot Anni 80 VS Spot Anni 90 (1987-1996)
destra fotogramma canale Youtube Federica Leva, Collezione Big Jim di Yro167

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