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La scelta dell’allattamento: vantaggi e sfide per le neo-mamme

La scelta dell’allattamento: vantaggi e sfide per le neo-mamme

L’allattamento al seno è una pratica naturale e benefica sia per la mamma che per il bambino, ma comporta anche alcune indubitabili difficoltà. In questo articolo, vi offriamo alcuni consigli utili su come allattare il bambino in modo efficace e sereno, quali sono i vantaggi dell’allattamento materno e quali sono le possibili alternative in caso di problemi o necessità.

Come allattare il bambino: i primi passi

L’allattamento al seno dovrebbe iniziare il prima possibile dopo la nascita del bambino, preferibilmente entro la prima ora. Questo favorisce il contatto pelle a pelle tra madre e figlio, stimola la produzione di latte e aiuta il neonato a familiarizzare con il seno. Il primo latte che esce dal seno si chiama colostro ed è molto ricco di proteine, anticorpi e fattori protettivi per il bambino.

Per allattare il bambino in modo corretto, è importante che la mamma si metta in una posizione comoda e rilassata, che sostenga il seno con una mano e che avvicini il bambino al capezzolo con l’altra. Il bambino deve prendere in bocca non solo il capezzolo ma anche parte dell’areola, la zona più scura intorno al capezzolo. La mamma deve assicurarsi che il bambino respiri bene e che succhi con ritmo e forza. Se il bambino si attacca bene al seno, la mamma non dovrebbe sentire dolore o fastidio.

La durata e la frequenza delle poppate dipendono dalle esigenze del bambino e dalla quantità di latte prodotta dalla mamma. In generale, si consiglia di allattare su richiesta, seguendo i segnali di fame del bambino, come il movimento delle mani verso la bocca, il succhiamento delle labbra o il pianto. Una poppata può durare da 10 a 40 minuti e può variare da seno a seno. È bene alternare i due seni ad ogni poppata o almeno ad ogni pasto.

I vantaggi dell’allattamento materno

L’allattamento materno porta con sé una serie di vantaggi notevoli per la salute sia del bambino che della mamma. Il latte materno rappresenta l’alimento più completo e adatto per il neonato, fornendo tutti i nutrienti, le vitamine, i minerali e gli enzimi necessari per una crescita sana e forte. Inoltre, si adatta alle esigenze del bambino, modificando la sua composizione nel tempo e durante la poppata: all’inizio è più liquido e dissetante, mentre alla fine diventa più denso e nutriente.

Un altro grande beneficio del latte materno è la sua capacità di proteggere il bambino da infezioni, allergie, malattie croniche e disturbi gastrointestinali, grazie alla presenza di anticorpi, cellule immunitarie e fattori anti-infiammatori. Non solo, l’allattamento al seno favorisce anche lo sviluppo cognitivo, emotivo e relazionale del bambino, grazie al contatto intimo con la mamma, alla stimolazione sensoriale e alla regolazione ormonale. È inoltre un ottimo strumento di prevenzione dell’obesità infantile e contribuisce a ridurre il rischio di diabete, ipertensione, colesterolo alto e carie dentarie nel bambino.

Per quanto riguarda la mamma, l’allattamento al seno le permette di recuperare la forma fisica dopo il parto, favorendo la contrazione dell’utero, la perdita di peso e il consumo di calorie. Inoltre, riduce il rischio di emorragia post-partum, di anemia, di osteoporosi e di tumori al seno e alle ovaie. L’allattamento al seno rafforza il legame affettivo tra madre e figlio, grazie alla promozione della produzione di ossitocina, l’ormone dell’amore e della fiducia.

Infine, l’allattamento al seno è pratico, economico ed ecologico, poiché non richiede la preparazione, la sterilizzazione, l’acquisto o lo smaltimento di biberon, tettarelle o latte artificiale.

Le difficoltà legate all’allattamento materno

Nonostante i numerosi vantaggi, l’allattamento materno può presentare anche alcune difficoltà per la mamma. Tra le più comuni vi è senz’altro il dolore al seno o ai capezzoli, causato da una posizione errata del bambino, da una suzione troppo forte, da una infezione o da un ingorgo mammario.

Inoltre è possibile che si verifichi una scarsa produzione di latte, dovuta a fattori ormonali, emotivi, nutrizionali o patologici, che può provocare frustrazione e disagio. In questo caso è possibile fare affidamento alla Banca del Latte.

Non è da sottovalutare, d’altra parte, la difficoltà di conciliare l’allattamento con il lavoro o con altre attività. Per gestire al meglio l’allattamento in queste situazioni, è consigliabile informarsi sui diritti e sui permessi previsti dalla legge per le lavoratrici madri e utilizzare, eventualmente un tiralatte per estrarre e conservare il latte materno da dare al bambino quando la mamma è assente e ricorrere eventualmente all’allattamento misto o artificiale se necessario.

Infine non bisogna dimenticare il peso della pressione sociale o familiare, esercitata da persone che giudicano negativamente la scelta dell’allattamento al seno o che danno consigli non richiesti o contrastanti. In tal caso è opportuno rivolgersi a professionisti qualificati in caso di dubbi o problemi.

La scelta dell’allattamento: una decisione personale

L’allattamento al seno è una pratica assolutamente consigliabile, ma non di certo l’unica. Esistono infatti alternative valide come l’allattamento misto o artificiale, che possono essere adottate in caso di impossibilità, difficoltà o preferenza personale.

L’importante è che la scelta dell’allattamento sia una decisione libera e consapevole della mamma, basata sulle sue esigenze, sulle sue aspettative e sul suo benessere. Qualunque sia la scelta fatta, la mamma deve sentirsi supportata e rispettata da chi le sta accanto.